Autore Questo post è presente anche sul blog, clicca qui per visualizzarlo Topic: #EMAIL: Shenmue III: Una riflessione su Kickstarter  (Letto 1759 volte)

Offline BrunoB

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#EMAIL: Shenmue III: Una riflessione su Kickstarter
« il: Giugno 20, 2015, 10:25:22 am »
Ci scrive Edoardo C. in email:

Citazione
Hola freecrew,
complimenti per il podcast, vi si ascolta sempre che è un piacere e il vostro umorismo allieta queste giornate di canicola passate sui libri. Apprezzo specialmente Bruno, sempre fresco e spigliato, che ho conosciuto grazie a Retrocast e dona equilibrio geografico alla scena del podcasting.
Dopo aver seguito le conferenze degli scorsi giorni, riflettevo a freddo su come Sony, ormai fagocitata dal suo stesso marketing, sia riuscita nuovamente a camuffare in maniera egregia una line up natalizia inesistente con l'annuncio di un remake e di due grandi punti interrogativi, come chiosava in maniera sagace Stefano Talarico su altri lidi.
 
In modo particolare mi sovviene l'immagine di un serafico Yu Suzuki che, sommerso dagli applausi nel tripudio generale, viene invitato sul palco per annunciare la sua campagna Kickstarter. Premetto che, non essendo possessore di un Dreamcast, non ho mai giocato Shenmue, dunque quello che scrivo va al di là di ogni considerazione o dubbio sul gioco in se: poco tempo fa Ron Gilbert, che proprio grazie a Kickstarter ha ottenuto il finanziamento di Thimbleweed Park, postava su Twitter un articolo di Gamasutra chiosando: "L'utilizzo di Kickstarter da parte dei produttori AAA come via libera per lo sviluppo è fastidioso, fuorviante e poco rispettoso.".

Lo spunto per la stesura dell'articolo viene dall'ultimo progetto di Igarashi, che ha rivelato come la campagna fosse nata come garanzia per il supporto da parte di finanziatori esterni: si parla di come, da alternativa alla pubblicazione tradizionale, la nota piattaforma sia diventata uno strumento nelle mani dei produttori per sondare l'appetibilità di un nuovo gioco, azzerando i costi dell'investimento e i rischi connessi, e anzi spremendo da subito il consumatore grazie a un'intelligente combinazione di marketing (i gadget riservati alle fasce più alte) e nozioni di gamification, come inserire negli stretch goal porzioni significative di gioco per raggiungere cifre maggiori. Lo scenario evolutivo provocatoriamente dipinto è quello di un modello proliferante in cui in definitiva sono ancora i produttori ad avere l'ultima voce in capitolo, con progetti potenzialmente innovativi cassati perché di scarso richiamo in termini di concept e l'ennesimo capitolo di Assassin's Creed sviluppato grazie a crowdfunding,

So che avete già discusso del fenomeno Kickstarter in precedenza, ma sono curioso di ascoltare la vostra opinione a proposito: trovate che quanto successo durante l'E3 consacri definitivamente questa tendenza? Pensate che in fondo sia solo l'ennesima alienazione di una piattaforma che non ha mai rispecchiato la sua visione originaria?

Un saluto a tutti,
Edoardo 'Albastratta' C.

P.S. Prometto di donare appena le mie misere finanze da studente universitario me lo consentiranno!

(Link all'articolo: http://www.gamasutra.com/blogs/AndrewPellerano/20150520/243843/Kickstarter_or_Every_Publishers_New_Greenlight_Process.php)
« Ultima modifica: Giugno 20, 2015, 10:28:59 am da BrunoB »