[FORUM] Il passato è mind blowing, il presente è for dummies

Started by lancil9, 10 August 2014, 13:00:20

Previous topic - Next topic

lancil9

Dopo aver ascoltato l'ultimo Multimanie mi è venuto in mente un buon modo per riappacificare gli animi e dare soddisfazione alle richieste dei suoi conduttori.

Ho infatti alcune domande da porre che potrebbero ricevere un ottimo approfondimento oltre che dai giocatori liberi, anche dai frequentatori del locale di Manny o più in generale da archeologi dal joystick facile:

cosa pensate dell'enorme divario, in fatto di difficoltà, presente nei giochi nuovi (diciamo da ps1 in poi) rispetto ai più anzianotti? Per esempio, un gioco come Maniac Mansion (o il da poco discusso Zak McKracken), da un certo punto di vista potrebbe considerarsi molto più ostico del tanto discusso Dark Souls.

Sono cresciuto con c64 e Amiga, e tutt'ora molti titoli li trovo imbarazzantemente più difficili di qualsiasi gioco moderno, nonostante la loro longevità sia nettamente inferiore.

Un tempo, molti giochi, erano praticamente impossibili senza soluzione o senza doverci passare sopra mesi rifacendo sempre le stesse cose fino a trovare il piccolo dettaglio che non ci permetteva di proseguire nel gioco.

Mi vengono in mente capolavori del calibro dei due Elvira o l'intramontabile It came from the desert, titoli dove un piccolo errore o un ritardo nel eseguire un'azione portavano inevitabilmente ad un game over o, peggio ancora, a vicoli ciechi dove nonostante il gioco prosegua, non c'è speranza di arrivare alla conclusione.

Quand'è che è stato deciso che mettere i giochi su dei binari da cui non si può deragliare è meglio? É forse una questione di marketing, per cui il giocatore che in meno tempo finisce un gioco è necessariamente un giocatore che compra più titoli? Oppure sono i vecchi giochi che soffrono di meccaniche acerbe e non mature per il mercato mainstream?

So che avete già parlato ampiamente della facilità dei giochi diverse puntate fa, ma oggi voglio provare a chiedervi se, secondo voi, un giocatore d'oggi (diciamo sotto i 24 anni) potrebbe mai essere in grado di affrontare titoli "antichi" senza lasciarsi prendere dallo sgomento alla prima difficoltà.

lancil9

Oppure potete rispondere solo voi senza interpellare nessuno, va bene lo stesso :)

niccord

Un gioco più indirizzato su dei binari è giocabile da più persone, da chi ama la sfida fino a chi non vuole troppo sbattimento, quindi molto più vendibile per il marketing.

Personalmente trovo interessanti delle sfide complesse ma se sono impossibili diventano frustranti.

È bello risolvere un enigma o un puzzle complesso, ma passare il mio tempo libero incagliato in un vicolo cieco e bestemmiare come uno scemo, mi fa venire voglia di cambiare gioco..Anche solo l'idea che questo potrebbe forse succede in un raro caso.

Nerone

Quote from: niccord on 11 August 2014, 11:00:10
Un gioco più indirizzato su dei binari è giocabile da più persone, da chi ama la sfida fino a chi non vuole troppo sbattimento, quindi molto più vendibile per il marketing.

Personalmente trovo interessanti delle sfide complesse ma se sono impossibili diventano frustranti.

È bello risolvere un enigma o un puzzle complesso, ma passare il mio tempo libero incagliato in un vicolo cieco e bestemmiare come uno scemo, mi fa venire voglia di cambiare gioco..Anche solo l'idea che questo potrebbe forse succede in un raro caso.
Concordo.
Pompare la difficoltà di un gioco non è difficile, creare una sfida soddisfacente lo è molto di più.
Ovviamente oggi siamo all'estremo opposto del passato.
Perché un gioco deve soddisfare più gente possibile e non può durare troppo sennò non compri gli altri titoli.

mazz che reply ispirato ho prodotto....

sickk

Secondo me c'è anche un aspetto psicologico. Ora come ora chiunque è sommerso da videogiochi; che siano su smartphone o su pc/console. Con pochi soldi, in teoria, puoi comprare qualsiasi videogioco e quindi è facile che un giocatore venga "distratto" da altro soprattutto se nel frattempo bestemmia su un puzzle assurdo che gli richiederebbe miliardi di anni.
E quindi l'obiettivo di un videogioco attuale è quello di mantenere vivo l'interesse il più possibile per evitare che l'abbandono del videogioco avvenga troppo presto. Ovviamente semplicemente per fare in modo che del videogioco rimanga un "buon ricordo" nel momento in cui verrà propsoto il seguito. E le software house ci campano con i seguiti!

BrunoB

A proposito di distrazioni in un post recente su IV ho riportato le parole di uno che dice che i giochi moderni su cellulare sono per gente che non cerca giochi, cerca distrazioni... probabilmente questa filosofia della "distrazione" è dilagata dal mondo "casual" anche a quello mainstream, più o meno...

sickk

Beh mi sembra più che corretto proprio per la natura degli smartphone. Al di là di usarlo per vedere le mail e parlare con chiunque costantemente, ha tanto successo proprio perchè permette di riempire continuamente i buchi inutili della giornata: la fila alla posta, sul tram, un breve/lungo viaggio. Quindi è ovvio che i videogiochi proposti siano più o meno tutti basati sulla stessa struttura: livelli veloci. Inoltre è proprio il touch che non permette un'interezione molto articolata e quindi il massimo dei giochi complessi sono degli rpg; un genere già di nicchia di suo. Chi ama i videogiochi, appena torna a casa di certo non si mette a giocare su smartphone ma sicuramente ha almeno una console o un pc.

Per quanto riguarda i giochi attuali, beh sì, probabilmente è collegata al fatto che tendono più ad essere dei film con qualche interazione. Forza trainante forse è anche rendere più "serioso" quello che un tempo era un passatempo per soli nerd o bambini. E non è un caso se in serie TV come House of cards, ogni tanto il protagonista gioca a Call Of Duty o chiede "ma questa è una PS Vita"? L'obiettivo è quindi quello di allargare il bacino di utenza rendendo il videogioco anche una cosa per adulti e il modo più facile è facendolo diventare più simile ad un film: una storia da raccontare con un'interazione semplice e poco frustrante che scorre velocemente; esattamente come un film.