Le conseguenze del Quinnsgate: Stephen Totilo e il giornalismo responsabile

Started by BrunoB, 4 September 2014, 16:40:28

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BrunoB

Il buon Federico "Furia Cieca" Nejrotti fa l'ennesimo riassuntone del merdone post-Quinnsgate: passata l'attenzione sulle trombate tristi della Quinn, adesso è il turno dei giornalisti videoludici, che su Kotaku non potranno più finanziare progetti e poi parlarne in loro post.



Link:
http://theshelternetwork.com/conseguenze-quinnsgate-stephen-totilo-giornalismo-responsabile/

Mirco

Se non capisci ti faccio un disegno...

sickk

Forse però si perde anche un punto di vista da tenere in conto: la reputazione del giornalista o meglio del lavoro prodotto.
Se io fossi un giornalista, per quanto famoso, se faccio articolo entusiasta ad hoc perchè sono amico o vado a letto con la tizia di turno ma quel gioco (o prodotto) in realtà fa schifo, tendenzialmente io perdo di professionalità. Se non la perdo è perchè probabilmente il mio volto e la mia firma poco appare agli occhi del lettore.
Prendiamo ad esempio M.it dove i giornalisti bene o mano si conoscono: se un TizioA o un Caio B fanno un articolo di parte per losche ragioni alterando sensibilmente il proprio giudizio su un prodotto, beh, teoricamente la loro credibilità dovrebbe collassare (leggasi: gli articoli successivi hanno meno visite). Se non collassa è perchè, evidentemente, la massa che legge se ne frega al 95% di chi scrive ma legge solo perchè c'è il titolo che gli interessa (ammesso che legga). Quindi per me il vero problema è da ritrovare, come al solito, sul pubblico spesso becero e senza una testa propria o una cultura reale. Se il pubblico fosse migliore, sicuramente anche le zozzate dei giornalisti sarebbero limitate.
E nel momento in cui il lettore medio migliora, gli articoli saranno sicuramente migliori per arrivare e attrarre in modo più efficace il proprio pubblico.