Post recenti

Pagine: [1] 2 3 ... 10
1
Extra Credits / #ANIME: I consigli di #DOKTOR #11 - Mushishi
« Ultimo post da doktor il Febbraio 26, 2019, 01:48:41 am »
Volevo concludere il ciclo delle serie tranquillone e riflessive con quella forse più rappresentativa: Mushishi. Se non temete i ritmi lenti ed avete apprezzato le due serie di cui ho parlato in precedenza, siete nel posto giusto.


Ginko è un mushishi, uno studioso di mushi. E cosa sono i mushi? Sono forme di vita primordiali, invisibili ai comuni uomini, che vivono in simbiosi con la natura. Ma i mushi possono causare problemi, anche piuttosto gravi, alle persone con cui entrano in contatto, quindi Ginko viaggia in lungo e in largo per il Giappone di un non meglio specificato periodo storico (antico ma non troppo direi) cercando di risolvere questi problemi.


Questa serie è davvero affascinante. Innanzitutto è antologica: poichè Ginko tende ad attirare i mushi non può restare a lungo in un posto e deve continuamente viaggiare. Questo permette di avere in ogni puntata sempre nuovi luoghi, personaggi e situazioni inusuali da esplorare: ogni mushi ha caratteristiche e comportamenti unici, con risvolti spesso assurdi sulle vite delle persone.

E la cosa che colpisce è che Ginko non è onnisciente o infallibile, quindi se il mistero dell'episodio viene comunque risolto alla fine, non sempre lui riesce a salvare la situazione, lasciandoci a volte con un finale dolceamaro.


Il tutto è ambientato in questi paesaggi bucolici da favola che spaziano ovunque, dai mari ai monti alle foreste. L'atmosfera qui gioca un ruolo principale ed è resa in modo magistrale, grazie ai magnifici sfondi e alle musiche sognanti e delicate di accompagnamento.

Non benissimo invece per il design dei vari comprimari che, seppur psicologicamente diversificati e approfonditi, tendono sempre ad assomigliarsi nei lineamenti.


Come avevo anticipato questa serie è disponibile in streaming, ma divisa tra due portali: la prima stagione è solo su VVVVID e la seconda solo su Crunchyroll, solamente sottotitolate.

Nella prossima puntata torneremo di prepotenza al presente con quella che è già la mia serie preferita della stagione (vediamo chi indovina). 

Scheda: Prima Stagione
Scheda: Seconda Stagione

VVVVID: Prima Stagione
Crunchyroll: Seconda Stagione
2
Extra Credits / #ANIME: I consigli di #DOKTOR #10 - Girls' Last Tour
« Ultimo post da doktor il Gennaio 12, 2019, 12:47:35 am »
Nuovo anno, doppia cifra (considerando anche i due episodi zero ho tenuto giusto giusto la media di un pezzo al mese, perfetto).

Prima di andare all'argomento del giorno faccio una piccola riflessione sull'anno che è stato e su quello che sarà. Senza girarci attorno, il 2018 è stato piuttosto fiacco per i miei gusti (anche lato videogiochi, ma quella è un'altra storia): poche serie di spessore (Devilman Crybaby, Violet Evergarden e L'attacco dei giganti 3, con nessuna che raggiunge l'eccellenza), qualche piacevole sorpresa (Lupin III parte 5, il remake di Legend of the Galactic Heroes, Run with the Wind) e diverse delusioni (Steins;Gate 0, Hanebado, Fate/Extra, Persona 5).

Dall'altra parte il 2019, almeno sulla carta, promette di essere un anno di fuoco: saranno animate le tre nuove serie di punta di Shonen Jump, ovvero The Promised Neverland, Dr. Stone e Kimetsu no Yaiba (quest'ultimo prodotto nientemeno che da Ufotable, oh sì!). Wit Studio non solo adatterà l'arco più bello dell'Attacco dei Giganti (almeno per chi legge il fumetto, posso solo fidarmi), ma anche un'opera d'eccezione quale è Vinland Saga. E parlando di importanza storica, vedremo anche una nuova trasposizione del classico Dororo di Osamu Tezuka.

Questo solo per citare i big già annunciati che mi vengono in mente: mica pizza e fichi. Detto ciò, entriamo nel giusto mood.


Nell'ultimo episodio "regolare" avevo anticipato che si sarebbe parlato di un erede spirituale di Kino's Journey, quindi ecco una delle sorprese migliori del 2017: Girls' Last Tour (o nello scioglilingua originale Shoujo Shuumatsu Ryokou).

La storia è molto semplice: due blobbine, ehm bambine attraversano su un cingolato i resti di una città devastata da non si sa quale evento, non si sa dove o quando. Quello che è successo rimane molto sul vago perchè la parte importante è il viaggio delle protagoniste in mezzo a questi ambienti diroccati ma con un certo fascino.


Da una ambientazione post-apocalittica come questa ci si aspetterebbe qualcosa di pesante e drammatico, invece fin dall'inizio si mette in chiaro che i toni sono leggeri e pacati. O meglio, le due ragazzine devono sì spostarsi continuamente a caccia di cibo e risorse, ma l'enfasi è posta più sulla loro curiosità e sul piacere della scoperta.

Non confondiamo però la leggerezza del racconto con i contenuti: quando meno te lo aspetti ecco che la serie ti piazza una riflessione non banale sui temi più disparati.


Non sono solo gli sfondi a essere evocativi: anche la colonna sonora fa un gran lavoro di atmosfera. Ma la verità è che la parte del leone la fanno le irresistibili sigle, cantate dalle doppiatrici delle protagoniste: la ending in particolare è stata disegnata dallo stesso mangaka dell'originale ed è una meraviglia.


Anche questa perla è purtroppo rimasta inedita in Italia (si trova dai gruppi fansub Omnivium - Pantaloni Rossi). Andrà meglio la prossima volta (se non cambio piani su cosa trattare).

Scheda: Girls' Last Tour
3
Extra Credits / #VG: Danganronpa, murder mystery con stile #DOKTOR
« Ultimo post da doktor il Dicembre 15, 2018, 06:14:31 pm »
Di solito non scrivo di giochi, ci sono già tanti altri che lo fanno. Ma dopo aver concluso il capitolo finale di questa serie sento il bisogno di darle il giusto spazio, visto che in anni da ascoltatore di podcast mi pare di non averla mai sentita nominare (e ne ascolto parecchi). Tuffiamoci quindi nel folle mondo di Danganronpa.


Si parla di visual novel, non di quelle pure dove c'è solo da leggere (e fare delle scelte ogni tanto) come Steins;Gate, Fate/Stay Night o Clannad, ma del tipo ibrido, con delle effettive parti di gameplay (seppur limitato) come gli Ace Attorney o gli Zero Escape. E non nomino queste due serie a caso, in quanto sono proprio le più vicine a Danganronpa come struttura e narrazione (chi è già estimatore di quelle molto probabilmente apprezzerà questa, e viceversa).

In ognuno dei tre capitoli di questa serie, a partire da Trigger Happy Havoc, la trama vede un gruppo di studenti di un'accademia d'elite (ciascuno dotato di un particolare talento) preso in ostaggio dal sadico orsetto meccanico Monokuma, che li costringe ad un gioco mortale: l'unico modo per essere liberati è uccidere uno dei propri compagni senza farsi scoprire dagli altri. Dovremo quindi risolvere i vari casi di omicidio che si susseguiranno durante i "processi di classe" e nel mentre indagare anche sui misteri che circondano Monokuma e il luogo dove ha intrappolato gli studenti.   


Il primo episodio scorre piacevolmente con qualche ingenuità e alcuni casi un po' troppo prevedibili, ma è con i seguiti che le cose si fanno veramente interessanti. Danganronpa 2: Goodbye Despair lima i difetti del predecessore e gioca molto con le aspettative di chi viene dal primo.

Danganronpa V3: Killing Harmony si spinge ancora più in là arrivando, tra colpi di scena e contro-colpi di scena, ad un finale geniale che chiude tutta la serie probabilmente nel migliore dei modi (anche se parecchi non hanno apprezzato).

Entrambi costituiscono a mio avviso degli splendidi esempi di metanarrativa videoludica. 


Come scrittura in generale Danganronpa è leggermente inferiore alle due serie con cui è imparentato (Ace Attorney e Zero Escape sono degli orologi svizzeri da questo punto di vista), ma ci sono due aspetti in cui spicca nettamente: il cast dei personaggi e lo stile.

Ogni capitolo riesce a rendere memorabile una quindicina di personaggi grazie ad un incisivo character design e alle loro forti personalità: all'inizio possono sembrare dei classici stereotipi, ma quando le cose cominciano a precipitare rivelano un'umanità e una profondità che non ti aspetti.

Lo stile poi è semplicemente stupendo: dagli sfondi che si aprono come diorami, alle musiche trascinanti, alla composizione stessa dell'interfaccia e dei testi. Tutto ciò viene esaltato soprattutto nei processi di classe, le parti più "gameplayose" e il cuore di tutto Danganronpa (sono anche le uniche interamente doppiate, in giapponese o inglese). Andate al minuto 5:00 del video qua sotto per una dimostrazione.   


Quindi, se non vi dispiace leggere tanto (e in inglese, perchè solo il primo per ora ha una traduzione fanmade) e vi interessa questo tipo di storie interattive con misteri da risolvere (in un contesto più o meno macabro, ma ricco di humour e situazioni esilaranti, come solo i giapponesi sanno fare), trovate l'intera serie su Steam, PS4 e PS Vita (ironicamente la versione migliore, perchè la portabilità è molto comoda con questo tipo di giochi). Se volete prima fare una prova su Steam c'è una comoda demo dell'ultimo capitolo, completamente spoiler free (ha un caso di omicidio inventato rispetto al gioco vero).

Divertitevi, e attenzione se cercate informazioni online: gli spoiler sono dietro l'angolo e possono rovinare davvero l'esperienza. Io intanto guardo con molta curiosità a quello che verrà fuori dal nuovo studio Too Kyo Games, fondato insieme dagli ideatori di Danganronpa e Zero Escape: le premesse per qualcosa di interessante ci sono tutte.
4
Ragazzuoli una riflessione per la puntata di domenica che nasce da due notizie: gli americani che sbroccano per Diablo mobile, capitolo pensato palesemente per il mercato cinese, e Steam che fa salti mortali per prendere quote di mercato in Cina, e ringrazio Matteo Lupetti per le informazioni.

Dalla settima generazione gli USA sono diventati il primo mercato surclassando il Giappone dopo 20 anni di dominio incontrastato, per cui tutto il pubblico USA post 2008 è abituato ad una predominanza di prodotti che hanno come riferimento unico la loro mentalità, i loro gusti e le loro contraddizioni politicamente corrette.

A dire che le cose sono cambiate e gli americani SONO in seconda posizione dietro ai cinesi non è qualche blogger complottaro della sbora, ma lo sviluppatore americano con i maggiori ricavi al mondo, proprietà del publisher americano con la maggiore capitalizzazione azionaria al mondo con uno dei loro prodotti di punta.

In aggiunta a ciò la cinese Tencent possiede il primo store online cinese, WeGame, che ha 200 milioni di utenti in patria (più del totale mondiale di Steam), Riot Games, ovvero League of Legends, Supercell, quelli di Clash of Clans, quote di Activision Blizzard ed Epic, il che teoricamente potrebbe portare alla creazione di una piattaforma che li riunisce.

Siamo sicuri che tutto l'astio alla BlizzCon nasca perché hanno presentato un Diablo mobile e non perché ha detto ai fan più hardcore che sono diventati una seconda scelta? Esattamente quello che hanno fatto i Metallica con Load: non è solo un disco che fa schifo alla merda dei lebbrosi, ma un insulto a tutti coloro che li hanno supportati.

Quali saranno le conseguenze secondo voi nei contenuti?

Cioè noi europei siamo esterofili, quindi non ci facciamo tante seghe mentali sulla provenienza dei prodotti se sono di qualità alta; i giapponesi sono autarchici, hanno un rapporto di odio/amore con gli americani e un odio atavico verso i cinesi che continua da oltre mille anni...

Ma gli americani? Come reagiranno al doversi immedesimare in un'altra e specifica etnia? A dover vedere ridimensionati gli aspetti "socialmente impegnati" o politicamente corretti per non perdere il primo mercato? Torneranno a fare versioni localizzate dove ci saranno da un lato, anche per gli europei, marines, patriottismo patriottante, quote rosa/nere/gay/vegane, e dall'altro, contenuti che seguano le direttive di Pechino? Il che è relativamente facile per progetti piccoli o medi, ma per quelli più grandi?

Infine un GTA, un RDR, TES o Fallout avrebbero lo stesso appeal se ambientati a Pechino, Hong Kong, o durante la Guerra dei Tre Regni?
5
Extra Credits / Re:#ANIME: I consigli di #DOKTOR #00
« Ultimo post da doktor il Novembre 18, 2018, 07:37:19 am »
Aggiorno con qualche nuovo canale aggiunto alle iscrizioni di recente.

The /r/Anime Podcast

Già nominato in precedenza, è diventato il mio podcast di riferimento sull'argomento anime, tra puntate monotematiche (su una serie, un film, un regista, un genere) e panoramiche di inizio/fine stagione per farsi un'idea su cosa vale la pena seguire. Si trova anche sui vari aggregatori di podcast ovviamente.



Kamimashita

Analisi brevi e concise (di solito) su un singolo tema argomentato a dovere senza perdere tempo.



Aleczandxr

Approfondimenti su temi e personaggi di serie più o meno famose.

6
Extra Credits / Re:#ANIME: I consigli di #DOKTOR #0.5
« Ultimo post da doktor il Settembre 29, 2018, 04:04:54 pm »
 Grazie Ste :-*
7
Extra Credits / Re:#ANIME: I consigli di #DOKTOR #0.5
« Ultimo post da Braindamage il Settembre 28, 2018, 08:52:27 pm »
sei sempre il migliore <3
8
Extra Credits / #ANIME: I consigli di #DOKTOR #0.5
« Ultimo post da doktor il Settembre 28, 2018, 06:41:21 pm »
Sorpresa. Questo episodio speciale avrei dovuto scriverlo per primo in realtà, ma mi è venuto in mente tardi, ecco perché la numerazione alla Kingdom Hearts: prima di tornare a raccomandare serie di nicchia misconosciute vi presento il mio personale listone dei migliori anime "mainstream" dell'ultimo decennio, divisi per anno di uscita. Non sono necessariamente i più belli del proprio anno (in alcuni casi sì), ma sono tutti ottimi punti di partenza per un neofita che vuole approcciarsi a questo mondo (e anche i più navigati potrebbero trovare qualcosa d'interessante che gli manca).

Considerate che "mainstream" è un concetto relativo, ma il fatto che gran parte di queste serie sia doppiata e disponibile in streaming su più portali dovrebbe essere un indizio.   

2009 - Fullmetal Alchemist: Brotherhood

Si parte col botto: l'epopea dei fratelli Elric è una delle storie per ragazzi più amate al mondo (lo troverete sempre nelle prime posizioni di qualsiasi classifica dei migliori shonen, per l'appunto) e uno dei miei virtuali 10/10. Amore, odio, guerra, pace, peccato, redenzione, scienza, religione: FMA tocca tutti i temi fondamentali con una realizzazione impeccabile e rimanendo coerente dall'inizio alla fine.


Netflix: Fullmetal Alchemist: Brotherhood

2011 - Puella Magi Madoka Magica

Nel 2010 non è uscito niente di eccezionale, ma compenso con due gioiellini del 2011. Il primo è frutto di un dream team d'eccezione: Shaft alle animazioni, Gen Urobuchi alla sceneggiatura, Yuki Kajiura alle musiche. Quella che sembra essere una semplice storia di "maghette" (alla Sailor Moon, per dire) nasconde molti più strati di profondità. La ending, "Magia" delle Kalafina, è favolosa.


VVVVID: Puella Magi Madoka Magica

2011 - Steins;Gate

La seconda perla di quell'anno è una delle migliori storie sui viaggi nel tempo (e l'effetto farfalla), a prescindere dal medium. E c'è John Titor: non c'è altro da aggiungere. Ah sì, la opening "Hacking to the Gate" è diventata un cult tanto quanto la serie stessa.


VVVVID: Steins;Gate
Netflix: Steins;Gate

2012 - Psycho-Pass

Altro parto della mente (malata) di Gen Urobuchi, stavolta con Production I.G: una distopia ambientata in una futuristica città giapponese dove il crimine è praticamente eliminato a scapito del monitoraggio costante dei cittadini. Vagamente ispirata a Minority Report (e alle opere di Philip K. Dick in generale, visto che è più volte citato). E altra ending spettacolare.


VVVVID: Psycho-Pass
Netflix: Psycho-Pass
Prime Video: Psycho-Pass

2013 - L'Attacco dei Giganti

Quella del lotto che ha meno bisogno di presentazioni, il fenomeno mondiale che ha travolto tutti con l'immensa prima stagione (con la prima opening diventata addirittura un meme) e che ci ha fatto attendere anni per vederne il prosieguo. Arrivati alla terza stagione la qualità si mantiene ancora molto alta (ma forse non quanto agli inizi). Merita una menzione la mai abbastanza celebrata colonna sonora di Hiroyuki Sawano, senza la quale molte scene non avrebbero lo stesso impatto.


VVVVID: Prima Stagione | Seconda Stagione | Terza Stagione
Netflix: L'Attacco dei Giganti
Prime Video: Prima Stagione

2014 - Kiseiju: L'ospite indesiderato

In breve, la versione giapponese de "La cosa" di Carpenter, meno horror e più psicologica/filosofica (e anche più umana). Interessante come il manga da cui è tratta appartenga agli anni '80 e l'anime lo riadatti ai giorni nostri.


VVVVID: Kiseiju
Netflix: Kiseiju

2015 - Death Parade

Ne ho già scritto approfonditamente qui.


VVVVID: Death Parade
Netflix: Death Parade

2016 - Erased

Un affascinante thriller/mistery che tiene incollati dall'inizio alla fine, con tocchi di regia notevoli. In questo caso la capacità del protagonista di viaggiare nel tempo è solo un pretesto senza spiegazioni logiche, ma funziona ai fini della storia.


Netflix: Erased

2017 - Made in Abyss

Questa reinterpretazione moderna (e decisamente più dark) del "Viaggio al centro della Terra" di Jules Verne è uscita in sordina appena un anno fa, ma è diventata subito un classico tra gli appassionati (guadagnandosi una seconda stagione che uscirà in data ancora da definirsi).


VVVVID: Made in Abyss

2018 - Violet Evergarden

Infine, abbiamo il primo simuldub italiano della Storia (ovvero le puntate sono state pubblicate settimanalmente in contemporanea con l'uscita giapponese, direttamente doppiate). La nuova serie di Kyoto Animation era attesissima e, sebbene il risultato finale viaggi tra alti e bassi, sa regalare momenti molto intensi. Oltre ad essere uno dei prodotti d'animazione per la TV più impressionanti mai visti dal lato puramente visivo (al livello delle più recenti produzioni cinematografiche).


Netflix: Violet Evergarden
9


Hardware

Settimana emblematica per le vendite hardware in Giappone: mentre Switch è ad un passo dai 5 milioni di unità vendute (cifra che, secondo il tracker rivale - Famitsu - è stata raggiunta già la scorsa settimana), PS4 soffre un altro vistoso calo di vendite e crolla a poco più di 16mila unità, tra i peggiori risultati delle ultime 6 settimane.

Software

Konami si riprende la testa della classifica (come già accaduto, diverse settimane fa, con Famista): Winning Eleven 2019 (da noi conosciuto come PES 2019) vende oltre 73mila copie e risulta il dominatore assoluto di questa settimana.

Segue il sorprendente Conan Exiles, secondo e capace di piazzare altre 20mila copie, sforando le 50mila totali.

Media Create Sales: Week 35, 2018 (Aug 27 - Sep 02) (link: https://bit.ly/2PJYQHp)

01./00. [PS4] Winning Eleven 2019 <SPT> (Konami) {2018.08.30} (¥7.600) - 73.389 / NEW
02./01. [PS4] Conan Exiles <ACT> (Spike Chunsoft) {2018.08.23} (¥6.800) - 20.509 / 52.626 (-36%)
03./03. [NSW] Minecraft <ADV> (Microsoft Game Studios) {2018.06.21} (¥3.600) - 19.110 / 249.514 (+5%)
04./04. [NSW] Splatoon 2 # <ACT> (Nintendo) {2017.07.21} (¥5.980) - 16.960 / 2.589.842 (+6%)
05./06. [NSW] Mario Kart 8 Deluxe <RCE> (Nintendo) {2017.04.28} (¥5.980) - 13.259 / 1.735.297 (+1%)
06./00. [NSW] Little Dragons Cafe <SLG> (Marvelous) {2018.08.30} (¥5.800) - 11.860 / NEW
07./00. [PS4] Naruto to Boruto: Shinobi Striker <ACT> (Bandai Namco Games) {2018.08.30} (¥7.200) - 10.685 / NEW
08./07. [NSW] Taiko no Tatsujin: Drum 'n' Fun! <ACT> (Bandai Namco Games) {2018.07.19} (¥6.100) - 9.766 / 182.614 (-10%)
09./09. [NSW] Mario Tennis Aces <SPT> (Nintendo) {2018.06.22} (¥5.980) - 7.721 / 332.211 (-13%)
10./02. [NSW] My Hero: One's Justice <FTG> (Bandai Namco Games) {2018.08.23} (¥7.600) - 7.669 / 32.294 (-69%)
11./10. [NSW] The Legend of Zelda: Breath of the Wild # <ADV> (Nintendo) {2017.03.03} (¥6.980) - 7.416 / 1.099.210 (-1%)
12./08. [3DS] WarioWare Gold <ETC> (Nintendo) {2018.08.02} (¥4.980) - 6.217 / 85.627 (-31%)
13./11. [NSW] Captain Toad: Treasure Tracker <ADV> (Nintendo) {2018.07.13} (¥3.980) - 5.747 / 114.445 (-11%)
14./13. [3DS] Pokemon Ultra Sun / Ultra Moon <RPG> (Pokemon Co.) {2017.11.17} (¥4.980) - 5.693 / 1.715.350 (-4%)
15./00. [PS4] Firewall Zero Hour |PlayStation VR| # <ACT> (Sony Interactive Entertainment) {2018.08.30} (¥4.900) - 5.468 / NEW
16./00. [PS4] Little Dragons Cafe <SLG> (Marvelous) {2018.08.30} (¥5.800) - 5.308 / NEW
17./14. [NSW] Kirby Star Allies <ACT> (Nintendo) {2018.03.16} (¥5.980) - 5.203 / 606.779 (-3%)
18./05. [PS4] My Hero: One's Justice <FTG> (Bandai Namco Games) {2018.08.23} (¥7.600) - 5.192 / 21.218 (-68%)
19./00. [PSV] Pioneer no Banshou # <ADV> (Idea Factory) {2018.08.30} (¥6.300) - 5.153 / NEW
20./12. [NSW] Pro Baseball Famista Evolution <SPT> (Bandai Namco Games) {2018.08.02} (¥6.100) - 4.830 / 82.581 (-19%)

Top 20

NSW - 11
PS4 - 6
3DS - 2
PSV - 1

HARDWARE

Codice: [Seleziona]
+-------+------------+------------+------------+------------+------------+-------------+
|System |  This Week |  Last Week |  Last Year |     YTD    |  Last YTD  |     LTD     |
+-------+------------+------------+------------+------------+------------+-------------+
|  NSW  |     42.151 |     46.259 |     50.074 |  1.657.730 |  1.578.036 |   4.970.349 |
| PS4 # |     16.591 |     22.838 |     26.384 |  1.170.547 |  1.176.186 |   7.062.950 |
| 3DS # |      8.382 |      7.797 |     26.268 |    365.774 |  1.129.099 |  24.188.553 |
| PSV # |      2.452 |      2.540 |      3.975 |    136.690 |    253.381 |   5.924.570 |
| XB1 # |         69 |        111 |         78 |     10.490 |      5.555 |      98.926 |
+-------+------------+------------+------------+------------+------------+-------------+
|  ALL  |     69.645 |     79.545 |    106.980 |  3.341.231 |  4.176.335 |  42.245.348 |
+-------+------------+------------+------------+------------+------------+-------------+
| XB1 X |         45 |         58 |            |      6.829 |            |       9.003 |
|  XB1  |         24 |         53 |         78 |      3.661 |      5.555 |      89.923 |
|PS4 Pro|      4.402 |      8.716 |      4.965 |    294.263 |    229.421 |     834.569 |
|  PS4  |     12.189 |     14.122 |     21.419 |    876.284 |    946.765 |   6.228.381 |
|  PSV  |      2.452 |      2.540 |      3.975 |    136.690 |    253.381 |   5.739.119 |
|n-2DSLL|      5.760 |      5.015 |     11.515 |    217.670 |    267.680 |     774.028 |
|  2DS  |        496 |        362 |      1.935 |     27.337 |    162.935 |     521.560 |
|n-3DSLL|      2.126 |      2.420 |     12.332 |    120.767 |    648.330 |   4.793.641 |
+-------+------------+------------+------------+------------+------------+-------------+
10
Extra Credits / #ANIME: I consigli di #DOKTOR #09 - Kino no Tabi
« Ultimo post da doktor il Settembre 04, 2018, 02:07:53 am »
Due serie portano il nome di Kino no Tabi - The Beautiful World (o Kino's Journey, se preferite): una è un piccolo cult del 2003, l'altra il suo maldestro tentativo di reboot fatto nel 2017 (oltre che una delle mie più grosse delusioni di quell'anno). Cosa li differenzia? Eh, una piccola cosa chiamata autorialità.


Ryutaro Nakamura è il regista di Kino 2003. Se il nome non vi è familiare, basti sapere che è stato l'autore, tra le altre cose, di quell'altra perla visionaria che è Serial Experiments Lain. Il suo Kino ha uno stile minimale ma d'impatto.

Pur partendo dallo stesso materiale di base (light novel) e potendo contare su mezzi ovviamente più all'avanguardia (14 anni non sono pochi), Kino 2017 risulta molto più generico, più blando sia nell'estetica che nel messaggio.


Parlando della serie in sé, il tema centrale è il viaggio: Kino viaggia di paese in paese con la sua moto parlante (non fate domande, parla e basta... è solo un espediente per avere un dialogo costante) trovandosi a che fare ogni volta con popoli sempre diversi per cultura, religione, tecnologia, morale. I due si trovano quindi nelle più disparate situazioni, osservando le persone che incontrano e riflettendo sui loro comportamenti, dai più strani ai più meschini, con un occhio esterno.

Come recita la tagline della serie: "Il mondo non è bellissimo, per questo lo è".   


L'anime quindi vuole provocare lo spettatore, come se fossimo noi i viaggiatori, spingendo a chiederci se possiamo giudicare cosa è giusto e sbagliato. Filosofia, psicologia, senso dell'avventura e della scoperta... può ricordare alla lontana Star Trek in effetti.

Questo ovviamente vale per l'originale: Kino 2017 ha il potenziale ma non si applica. E ovviamente, visto che non ci meritiamo le cose belle, in streaming si trova solo la serie nuova (ve la linko lo stesso, anche solo per invogliare al recupero di Kino 2003, disponibile dal gruppo fansub The Supremes).


Ironicamente, nella stessa stagione di Kino 2017 andava in onda una serie che incarnava molto di più lo spirito di Kino 2003, e la vedremo la prossima volta.

Scheda: Kino no Tabi (2003)
Scheda: Kino no Tabi (2017)

Crunchyroll: Kino no Tabi (2017)
Pagine: [1] 2 3 ... 10