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Messaggi - lancil9

#1
La settimana scorsa le americhe mi hanno lasciato senza Grey's Anatomy. Sono molto arrabbiato.

FILM
I guardiani della galassia


Diciamolo subito, esteticamente I guardiani della galassia non è un granché. Le immagini spesso sono sfocate, i colori sono molto opachi e ogni tanto ci sono delle ombre che ai fini della storia mi sono sembrate inutili. E poi c'è l'audio... un disastro... i doppiatori sembrano non sincronizzati col labiale e hanno pure una voce un po' robotica... Nel 2014 non è accettabile! Tra l'altro non ho nemmeno capito cosa volessero dire i sottotitoli in giapponese per tutta la durata del film...

Come dite? Non avrei dovuto guardarlo in streaming sul computer? Dite che al cinema sarebbe stato meglio?

Ad ogni modo, il film è bello, divertente e senza tempi morti.

Ho letto molto di paragoni inevitabili con Star Wars... capisco le razze variopinte e i pianeti desertosi, ma per il resto non ho trovato in questo prodotto le colonne portanti della saga di Lucas:

1) Non ci sono eroi con cui identificarsi
2) Nessun personaggio, a parte in rari spunti, dimostra di vivere una vera evoluzione... si passa dal: "siamo tutti dei birboni" al "siamo i super amici dal cuore d'oro che salvano il mondo".

Fortunatamente, come intrattenimento siamo ad alti livelli, e si riesce anche a passare sopra al protagonista identico al Kirk degli ultimi film di Star Trek (ossia insopportabile).

Promosso con diritto di replica.

YOUTUBE
Vittima degli eventi


Ebbene, alla fine è uscito il fan film romano su Dylan Dog, tanto pubblicizzato, infamato a priori e osannato a posteriori.

Dylan Dog la sua dignità cinematografica l'ha già ricevuta più di una volta attraverso fan movies (io stesso tra i 10 e i 12 anni feci ben due corti: "Dylan Dog Vs. Rambo" e "Frammenti di Follia"), ma in tutti i casi si trattava di lavori esteticamente amatoriali, facilmente soggetti a critiche e di certo non vendibili.

Invece, il lavoro di questi youtubers romani si dimostra subito tecnicamente eccellente e apprezzabile anche nelle recitazioni (sopratutto se paragonato alle produzioni cinematografiche ruffi(ni)ane degli ultimi periodi).

Ci sono sicuramente delle licenze poetiche opinabili, ma l'unico difetto che mina un po' tutto il lavoro è la storia, in particolare la sua risoluzione frettolosa e poco chiara.

Ad ogni modo consigliabile.

SERIE TV
American Horror Story: Freak Show, le prime 5 puntate


Dopo 3 stagioni eccellenti, intriganti e spesso inquietanti, mi sarei aspettato di più da questa nuova saga. Il potenziale c'è, ma fino ad ora non è per niente chiaro dove voglia arrivare questa serie, e i continui cambi di registro mi sembrano un po' dispersivi...

Anche se la natura è diversa, questa quarta stagione la farei scorrere parallela alla notevole "Carnival", defunta serie sui freak show. Purtroppo in questo paragone la serie di Ryan Murphy ne esce brutalmente sconfitta sia in atmosfere che in sceneggiatura. Lasciamo però aperta la speranza per un seguito più inquietante.

In conclusione, vi suggerisco di aspettare: in serie come questa, metabolizzare settimanalmente le singole puntate è molto più sminuente rispetto alla visione dell'intero corso narrativo.
#2
Oggi mi dedico interamente ai fumetti, anzi a un fumetto, Dylan Dog, nella speranza di aprire una discussione costruttiva (o costrittiva).


FUMETTI:

In questo periodo c'è un gran parlare di Dylan Dog, sia per il nuovo corso fumettistico che per l'imminente uscita online del fan movie Vittima degli Eventi.
Ebbene, partiamo pure dal presupposto che leggo Dylan Dog dal 1990, con picchi di fanatismo nei primi 4/5 anni, ma che le mie capacità d'opinione sono... opinabili.

SPAZIO PROFONDO

Il primo albo della rinascita è sicuramente un racconto estemporaneo alla serie, piuttosto atipico, ma che non azzarda nulla che non si sia già visto in passato nei Color Fest o in qualche Speciale. Quindi, ritengo che le lamentele del tipo "non mi piace la piega che sta prendendo" siano inappropriate. Si tratta semplicemente di un albo spartiacque, come lo sono stati i vari albi a colori della serie originale che lanciavano una parvenza di trama orizzontale alla serie (quasi sempre poi dimenticata per i successivi numeri).
Visto con gli occhi giusti, Spazio profondo è esattamente ciò che è sempre stato Dylan Dog, ossia un ricettacolo di citazioni cinematografiche infilate in storie più o meno originali con personaggi quasi sempre dimenticabili e molto poco approfonditi (colpa sicuramente anche del numero di pagine e dell'autoconclusività delle storie).

MAI PIÙ, ISPETTORE BLOCH

Il numero 338 invece ha fatto scalpore per la scelta di cambiare ruolo ad un personaggio principale. La storia è esattamente ciò che serviva a Dylan Dog in questo momento, ossia un compromesso per tutti, con all'interno i contenuti riflessivi dei primi numeri, ridimensionati dalla qualità piuttosto scialba a cui ci siamo abituati nei numeri più recenti.
Qui infatti i personaggi, grazie sopratutto a buoni dialoghi, vengono dipinti in maniera più convincente e l'atmosfera dell'albo torna ad essere piuttosto onirica. A far storcere il naso ci pensano le evidenti somiglianze con un famoso episodio de I Griffin, ma nell'economia dell'albo, anche quello spunto trova un senso d'esistere.

Personalmente credo che Recchioni, l'attuale curatore della serie e fautore del nuovo corso, con questo restyling stia vincendo di brutto... innanzitutto non si parla così tanto di questo fumetto dai tempi del Dylan Dog Horror Fest (inizio anni novanta, quando il cinema si permetteva di proiettare piccoli gioielli come "Dellamorte Dellamore"), poi l'uscita degli albi ora è molto più attesa di una volta (prima era: esce il 28? vabbé me lo compro quando capita).

Non so bene quali siano i piani futuri, ma personalmente vedrei bene un accenno di trama orizzontale in più, che porti magari a epiloghi importanti, alla Dr. Who.

Per oggi è tutto, la prossima settimana probabilmente sarò in grado di parlare di Vittima degli eventi (su YouTube dal 2 novembre).
#3
Cazzeggiume / Ciao #Sic
23 Ottobre 2014, 16:29:48
Oggi sono 3 anni che è morto Sic. Vado a cucinare la pasta.
#4
Ciao a tutti,

dato che in mezzo a momenti di nulla guardo anche la tv e videogioco, anche io voglio fare i miei extra credits come le persone che contano (nel senso che sanno contare), per avvicinarvi (o allontanarvi) a certi prodotti!

FILM:
Thermae Romae


Proprio ieri sera mi sono sparato 'sta giapponesata, basata su un manga che, ovviamente (dato che non sono un fan del genere), non conosco.
Ebbene, il film è veramente piacevole, divertente ed intrigante.
Trattasi della storia di un architetto romano (con gli occhi a mandorla...), ai tempi dell'imperatore Adriano, che casualmente scopre un portale spazio temporale per raggiungere il Giappone dei giorni nostri. Nei suoi diversi viaggi prende spunto dai bagni moderni per riprodurre nel sul tempo tali avveniristiche tecnologie (compreso il water che ti pulisce da solo, tuttora tanto atteso anche da noi italiani dal bidè facile).
A impreziosire la trama ci pensa una storia d'amore un po' tra le righe e il sottofondo di un periodo romano affascinante.
Sono sicuro che non tarderà molto una versione ammerigana di questa ottima pellicola.

SERIE TV:
Mario - Stagione 3 (ep. 1-6)


In questa seconda serie (chiamata però 3a), il salto di qualità è evidentissimo.
La prima stagione viveva unicamente dei vari siparietti del solito Maccio, lasciando una trama orizzontale piuttosto scialba, noiosetta, inconcludente e, più in generale, insoddisfacente. In questa nuova serie i siparietti, pur rimanendo fulcro di grasse risate, lasciano spazio al vero protagonista, Ginetto, e alla sua candidatura per diventar Presidente del Consiglio.
Fino adesso ci sono stati più alti che bassi, e un plauso va fatto anche per la scelta delle guest star.

VIDEOGIOCHI:
L'ombra di Mordor


Non ho mai apprezzato giochi incentrati sulla lotta, principalmente per lo sgomento provocato dalle mie incapacità spesso contrapposte a meccaniche di gioco poco gratificanti (diciamo che sono strascichi che mi porto dietro dai tempi di Ghouls'n Ghosts su Amiga).
L'ombra di Mordor, nonostante sia basato completamente sul trial and error, è riuscito a conquistarmi, portandomi a sprecare tempo solo per cercare vendetta verso quegli orchi che precedentemente mi avevano ucciso.
A livello di storia non si urla al miracolo, ma la mitologia dei libri è rispettata, e le atmosfere (ottima la grafica e la colonna sonora) sono fedeli ai vari film.
Promosso.

Per questa volta è tutto!
#5
Secondo me non c'è assolutamente nessun paragone tra le due cose...
quando al cinema vidi Avatar mi dissi: ma che cazzo sto guardando? è tutto scurissimo!!
Con l'Oculus invece mi son detto: " che figata, sembra di essere dentr.... sbluarhhhhhh...
#6
Cazzeggiume / Re:YouTube, nostra croce e delizia
28 Settembre 2014, 18:47:09
Citazione di: BrunoB il 22 Settembre 2014, 10:44:51
ragazzi vi presento prabhu deva



Per dire, questo video è stato scoperto perchè il cantante è identico a Bruno!
#7
Dopo i sistemi operativi a mosaico, arriva il nuovo sistema operativo a cubettoni colorati!
#8
Sto forum su cellulare é illeggibile. Preferirei fosse in carta e le risposte inviate per corrispondenza
#9
Per il cinema la pirateria a mio avviso è decuplicata, e me ne accorgo sulla mia pelle... se 15 anni fa spendevo centinaia di mila lire in dvd, compresi i primi film sconosciuti che regalavano con le riviste, oggi, senza vergogna, ammetto di non aver nemmeno più un lettore dvd e blueray attaccato alla tv (escludendo la ps3, che comunque non ha mai letto un blueray movie).

A sciacquarmi la coscenza però ci pensa il cinematografo, con in media un film alla settimana visto sul grande schermo...

Gente che scarica da torrent la conosco, e aggiungo che san marino (dove vivo) è il più grande importatore di chip modifica verso l'italia dai tempi della ps2... ma il traffico mi pare notevolmente scemato...
Il mio punto di vista è che il digital download sommato a saldi più o meno frequenti e a giochi regalati con abbonamenti, funziona a dovere!

Certo, se un netflix con QUASI TUTTO in multilingua arrivasse anche in italia, sono sicuro che cambierebbero parecchie cose anche per i film, aiutando magari anche la diffusione di produzioni indipendenti... basti pensare che c'è gente (come me, ahimè...) che spende 50 euro al mese per vedere sky, un servizio che ti costringe a vedere quello che vuole lui...
#10
Cari Grillini (e sì, mi riferisco sopratutto a Simone Pizzi),

mentre facevo la cacca riflettendo sui massimi sistemi, la mia mente è volata sui videogiochi e sul discorso pirateria.
Da quando ho memoria la pirateria è stata una parte importante della mia passione per i videogiochi, concedendomi più volte di scoprire e provare titoli in un periodo in cui non me li sarei potuti permettere. Certo, a quei tempi esistevano già le demo in regalo con le riviste, ma quasi mai mi è capitato di utilizzarle per valutare se l'acquisto del gioco avrebbe meritato o meno.

Fatto sta che la pirateria mi è sempre sembrata imbattibile. Venivano create protezioni che puntualmente finivano bypassate, con metodi sempre più esotici (la cosa più simpatica era scoprire che anche i GO-CD e le Twilight compilation avevano la protezione antipirateria...).

Poi, all'improvviso, nell'epoca del digital delivery, ossia il momento più adatto per diffondere interi giochi pronti all'uso, la pirateria ha smesso di essere sulla bocca di tutti... non si sente più dire: "me lo copi?" e nemmeno "Me lo mandi?"!

Cos'è successo? qual'è stata la svolta geniale che ha permesso al mondo videoludico di contrastare quasi definitivamente la pirateria?

I saldi Steam?
Il Playstation Plus?
Una rinnovata cultura popolare?
Gli zingari?

[UPDATE PROFONDO]
Perché non viene analizzato il fenomeno con l'obiettivo di riprodurlo a livello più ampio, portando così l'intero mondo ad un punto di svolta contro la criminalità?

A voi le riflessioni!
#11
Cari Freeulani,

quand'è che farete fare una diretta Twich a Bruno di Monkey Island?
Sono sicuro che sarebbe un successo garantito!
#12
Oppure potete rispondere solo voi senza interpellare nessuno, va bene lo stesso :)
#13
Dopo aver ascoltato l'ultimo Multimanie mi è venuto in mente un buon modo per riappacificare gli animi e dare soddisfazione alle richieste dei suoi conduttori.

Ho infatti alcune domande da porre che potrebbero ricevere un ottimo approfondimento oltre che dai giocatori liberi, anche dai frequentatori del locale di Manny o più in generale da archeologi dal joystick facile:

cosa pensate dell'enorme divario, in fatto di difficoltà, presente nei giochi nuovi (diciamo da ps1 in poi) rispetto ai più anzianotti? Per esempio, un gioco come Maniac Mansion (o il da poco discusso Zak McKracken), da un certo punto di vista potrebbe considerarsi molto più ostico del tanto discusso Dark Souls.

Sono cresciuto con c64 e Amiga, e tutt'ora molti titoli li trovo imbarazzantemente più difficili di qualsiasi gioco moderno, nonostante la loro longevità sia nettamente inferiore.

Un tempo, molti giochi, erano praticamente impossibili senza soluzione o senza doverci passare sopra mesi rifacendo sempre le stesse cose fino a trovare il piccolo dettaglio che non ci permetteva di proseguire nel gioco.

Mi vengono in mente capolavori del calibro dei due Elvira o l'intramontabile It came from the desert, titoli dove un piccolo errore o un ritardo nel eseguire un'azione portavano inevitabilmente ad un game over o, peggio ancora, a vicoli ciechi dove nonostante il gioco prosegua, non c'è speranza di arrivare alla conclusione.

Quand'è che è stato deciso che mettere i giochi su dei binari da cui non si può deragliare è meglio? É forse una questione di marketing, per cui il giocatore che in meno tempo finisce un gioco è necessariamente un giocatore che compra più titoli? Oppure sono i vecchi giochi che soffrono di meccaniche acerbe e non mature per il mercato mainstream?

So che avete già parlato ampiamente della facilità dei giochi diverse puntate fa, ma oggi voglio provare a chiedervi se, secondo voi, un giocatore d'oggi (diciamo sotto i 24 anni) potrebbe mai essere in grado di affrontare titoli "antichi" senza lasciarsi prendere dallo sgomento alla prima difficoltà.
#14
Ciao Jim,

logicamente ho visto i tuoi video in Giappone e mi è sorta spontanea una domanda:
quanto pensi che siano importanti le periferiche dedicate?
Per esempio, quanto cambia la vita giocando a flight simulator con la cloche? Quanto ha senso usare la finta canna da pesca nei giochi sega? il volante nei giochi di guida? i comandi da treno in Densha de go? La chitarra in guitar hero? ecc. ecc...

È meglio investire in pochi giochi ma aumentare il senso di realtà con questi oggetti, oppure giocare più titoli con lo stesso investimento basandosi semplicemente sul "tanto è un gioco"?

Salutami tua sorella!
#15
La posta del cuore di Simone / Re:Aiuto!
5 Agosto 2014, 12:35:53
A me farebbe comodo trovare un penis enlarger in formato gocce per gli occhi!